venerdì 23 maggio 2008

Annullare i distacchi ai meno tre dal traguardo è una buona cosa

13a tappa, Modena – Cittadella

Ieri ha vinto nuovamente Daniele Bennati, che mi piace come corridore, perché per quanto lo conosco è un ragazzo molto serio e fa le cose con dedizione. Sarà lui che dominerà le volate nei prossimi anni. Un tempo c’erano i duelli tra Cipollini e Zabel, e d’ora in poi la lotta sarà tra Bennati e Cavendish.
Cavendish è proprio forte, ed è un corridore inglese atipico, visto che sono molto pochi gli attuali talenti britannici delle due ruote. Per affrontare bene le grandi corse a tappe dovrà migliorarsi in salita. Secondo me, proprio per questa carenza, c’è da aspettarsi il suo ritiro nei prossimi giorni. Andrà a casa con una bella vittoria in tasca e per ora sarà contentissimo così.

Oggi, nella volata, Bennati è stato molto leale e corretto nello spostarsi per lasciare spazio a Cavendish: avrebbe tranquillamente potuto non farlo.

Nonostante sia stata una tappa di pianura, diversi uomini che lottano per la classifica generale hanno perso 13 secondi. Basta un buco o una sbandata in centro gruppo e, quando si viaggia a 60 km/h, una frenata provoca subito un distacco di cinque o sei metri, che sono difficili da recuperare.

È giustissimo, per la sicurezza dei corridori, annullare i distacchi ai meno tre chilometri dal traguardo. È successo anche che venissero annullati già ai meno cinque. Gli uomini di classifica davanti al gruppo nelle fasi finali creano confusione, mettendo in difficoltà i team che lavorano per i velocisti. È così che spesso nascono le cadute.

Domani si arriva all’Alpe di Pampeago e, all’insaputa di Capelli, inizia il Giro d’Italia!

Alessandro Cortinovis

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