4a tappa, Pizzo Calabro – Catanzaro Lido
Il fuggitivo di giornata, Rik Verbrugghe, quest’oggi è partito al chilometro zero. Il belga è un campione, un corridore esperto di 33 anni, uno che non avrebbe bisogno di un’azione del genere per mettersi in mostra. Eppure ha portato avanti con determinazione un attacco importante che ha “rischiato” di protrarsi fino al traguardo. L’atleta della Cofidis si è dimostrato coraggioso, il suo è stato un tentativo completamente diverso da quello promosso dai due corridori nella seconda tappa.
Il campione del mondo, Paolo Bettini, nella breve discesa posta nel finale ha provato ad avvantaggiarsi, senza successo: lui fa questi scatti quando non è in piena condizione. Una sua caratteristica è scattare e spendere tutte le energie che ha pur di tentare di giungere all’arrivo.
Al contrario degli altri anni, in questo Giro non ci sono grandi “treni”. Ne risultano volate affollate e “alla rinfusa”, molto diverse da quelle delle ultime edizioni della corsa.
Morris Possoni ora è quarto in classifica generale e veste la maglia bianca di miglior giovane. Bisogna fargli i complimenti, è lì perché ha disputato una bella cronosquadre e se l’è cavata bene nella salita finale della seconda tappa.
I corridori si sono lamentati dell’interminabile trasferimento di ieri, dalla Sicilia al continente. Mi sento di dare loro ragione. Tante volte queste lunghissime e stancanti trasferte si potrebbero evitare. Anche perché gli organizzatori della corsa rosa, molto spesso, sono quelli messi meglio a livello logistico: alloggiano ad esempio nell’hotel più vicino all’arrivo della tappa, oppure nel punto più comodo... Una volta questo “privilegio” dell'organizzazione "a scapito" dei corridori e delle squadre si osservava solo al Tour, adesso anche al Giro.
Nella diretta della Rai si è parlato di Leonardo Piepoli come uno dei pochissimi atleti che non si fanno massaggiare; lo scalatore della Saunier Duval sostiene che questa pratica non gli apporti benefici e che, anzi, gli faccia male. Se Piepoli, senza massaggi, ha un così buon rendimento, significa che è giusto che non li sfrutti. I risultati sono dalla sua. Comunque, secondo me, è principalmente un fattore mentale l’essere convinto che il massaggio “svuoti” e non serva a nulla. Io invece ho sempre voluto sottopormi ai massaggi. Se capitava di non farli, il giorno successivo mi sembrava di essere un po’ appesantito. Dopo tutti i chilometri percorsi in gara si è pieni di acido lattico e i muscoli hanno delle contratture, che vengono eliminate dalle abili mani dei massaggiatori al seguito di ogni squadra.
A domani!
Alessandro Cortinovis
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