martedì 12 maggio 2009

Le montagne nella prima settimana? È difficile digerirle


(di Alessandro Cortinovis) Visto il percorso di quest'anno, per i pubblico potrebbe essere un bel Giro, con lo spettacolo da subito. Di certo non ci saranno giornate morte senza attacchi e sorprese. Parlando invece da ex corridore, come Giro non mi piace tanto. Le montagne, se affrontate all'inizio, sono difficili da digerire. Dopo tre o quattro giorni di corsa i ciclisti non hanno la capacità di recupero che hanno nelle tre settimane, e le montagne se le porteranno addosso fino alla fine. Mi piace invece che si arrivi a Roma, come gli altri due grandi giri, che si concludono sempre nelle grandi capitali, Parigi e Madrid.

Quello che stiamo vedendo è un Petacchi in gran forma, non ci sarà da stupirsi se ce lo troveremo in fuga in qualche tappa di durezza intermedia. Conoscendolo, penso di poter affermare che quando va così forte viaggia anche in salita. Mi fa piacere vederlo ancora in grande forma dopo tutto quello che ha passato. Credo che abbia trovato la grinta giusta.

Petacchi e Farrar sono arrivati lunghi sul traguardo: certi arrivi gli organizzatori li vanno proprio a cercare col lanternino, l'importante per loro è dare spettacolo, non conta l'incolumità del corridore. Chi organizza è molto sadico, nel decidere i percorsi e gli arrivi.

Sul podio del Giro io vedo Basso, Leipheimer e Menchov, ma in ordine sparso. Armstrong non è sicuramente qui per farsi una vacanza. Per quanto sia reduce dall'infortunio, è determinatissimo e da lui c'è da aspettarsi di tutto.

Parliamo dei bergamaschi. Pinotti: quando uno riesce a vincere una tappa ai Paesi Baschi significa che è in forma, ne abbiamo avuto la conferma alla cronosquadre. Me lo aspetto protagonista, magari già alla tappa di Bergamo. Punterà a una tappa in linea e a una crono. Insomma, può fare grandi cose anche quest'anno. Possoni: al suo secondo Giro, deve riconfermarsi. Ha avuto un anno per crescere, può migliorare ulteriormente ma potrebbe già fare un salto di qualità. Gli auguro di portare a termine un buon Giro. Dicono che Morris sia un ottimo corridore per gli anni futuri. Vanotti: il suo ruolo sappiamo qual è: è gregario di due capitani, Basso e Pellizotti. Non avrà molto spazio nemmeno nelle tappe non di salita. Sarà dura per lui poter provare a entrare in qualche fuga. Il suo ruolo è già ben definito ed è un ruolo importante. Se si trova lì non è lì per caso. Caccia: è il primo Giro che fa, la soddisfazione più grande per lui sarà arrivare alla fine e fare esperienza, ma potrà anche provare a mettersi in luce in qualche tappa. Ermeti: sarà un fedele gregario di Di Luca e Petacchi. Mi ricorda un po' il mio ruolo. Quando si tirava, il giorno dopo, anche se avevi via libera, non ti restava tanta forza. Ma Ermeti potrebbe comunque provarci. Efimkin: lui e suo fratello sono due corridori di talento, si metterà sicuramente in mostra, in passato ha già dimostrato di esserne capace. La tappa di sabato 16 passerà vicino a casa sua e lui tenterà sicuramente qualcosa.


a cura di Enula Bassanelli

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